A Ciclomundi…con lentezza per scelta

…E poi a Ciclomundi al festival della Bicicletta  a Portogruaro ci sono arrivata prendendo nell’ordine: un aereo, un pullman, la metropolitana e un treno (veloce) e  passando per casa (l’altra casa) a Milano venendo da Palermo. Dal 13 al 15 giugno  abbiamo parlato della lentezza e di quanto sia da considerare un valore e una conquista e tutti guardandoci ci siamo chiesti come fossimo arrivati lì…e io non ho osato dire nulla, sentendomi tremendamente in colpa per tutti i mezzi di trasporto presi e della poco sostenibilità del mio comportamento….ma non avevo scelta! I più virtuosi erano arrivati in bici, a piedi o con treni a lenta, lentissima percorrenza mentre io da Milano avevo scelto un efficientissimo FrecciaArgento. Ma una motivazione che forse poteva salvarmi c’era: vivo  a Palermo, mi ci sono trasferita da Milano per vicissitudini varie sette anni fa. Anche a Palermo la lentezza permea ogni cosa e spostarsi richiede tempo, tanto tempo e non perchè  tu ti voglia gustare il viaggio ma perchè non hai scelta…a Palermo la lentezza non la scegli, ti sovrasta!  Amo Palermo, ho scelto di viverci per qualche motivo che a volte si avvicina ad un atto di fede, qui tutto è congestionato, disordinato, caotico, dove scelgo di andare in bici quando posso e dove abbiamo fondato assieme a due amiche sociologhe e cicliste urbane convinte SgUaRdi Urbani, un’associazione che si occuperà di organizzare tour in bici alla scoperta di angoli nascosti, di modi di vivere la città e di capirla un pò di più, indecifrabile come è a volte. Quindi Ciclomundi il festival della bicicletta ci è sembrato un buon luogo da cui iniziare a capirne di più su chi lavora in questo settore e come lo fa, per conoscere le pratiche e le esigenze di chi vuole scegliere la bici per guardare la città. Il festival si è rivelato un crocevia di storie, di donne e di uomini, di viaggi e di desideri su come spostarsi e con quali tempi. Io il mio l ‘ho espresso: che un giorno Palermo diventi un luogo dove la lentezza possa essere una scelta e non sia un’imposizione dettata da ingorghi, congestioni, strade disordinate e dove andare a piedi o in bicicletta siano considerate scelte folli e coraggiose. Da Portogruaro mi sono comunque portata un pò di carburante per questo coraggio(rigorosamente eco sostenibile)!  .

 

 

 

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